
UN NUOVO IMPERO IN ORIENTE: DAL BOSFORO ALLA CINA
Ci sarà l’unione di tutti i popoli turchi?
Un nuovo Impero in Oriente: dal Bosforo alla Cina
Vladimir Pachkov
La Civiltà Cattolica
Quaderno 4098, pag. 558 – 567, Anno 2021, Volume I
20 Marzo 2021
Per la prima volta nei 100 anni di storia della Repubblica turca, la restaurazione della grandezza passata è diventata la politica del governo turco. Il fallimento dell’integrazione con l’Europa ha avuto come conseguenza che l’idea di un nuovo «impero» risultasse molto attraente.
Un interessante articolo di Civiltà Cattolica per capire dove va la Turchia di Erdogan. Vi proponiamo l’introduzione e la conclusione.
Per la prima volta nei 100 anni di storia della Repubblica turca, la restaurazione della grandezza passata è diventata la politica del governo turco. Il fallimento dell’integrazione con l’Europa ha avuto come conseguenza che l’idea di un nuovo «impero» risultasse molto attraente. Accanto a un’idea neo-ottomana, che si concentra sui Paesi arabi del Mediterraneo e sui Balcani, è diventata una possibilità concreta un’unione dei popoli turchi, fondata sui legami etnici, che si estenda dal Bosforo alla Cina.
La trasformazione dei rapporti tra la Turchia e le popolazioni turche affini nell’Asia centrale e nel Caucaso è diventata realtà concreta con l’ultimo conflitto in Nagorno-Karabakh. In questo caso non si tratta solo di soft power – esercitato sulla cultura o sulla religione – e di relazioni economiche: la Turchia ora è presente anche militarmente – il ministero della Difesa turco si propone di inviare unità turche in Azerbaigian – e mostra di essere senz’altro pronta a sostenere i suoi «fratelli» con ogni mezzo.
Questo è soltanto un esempio di come venga tradotta in concreto l’ideologia del panturchismo. La Turchia non è attiva solo nella regione geograficamente vicina del Caucaso meridionale, e non soltanto con l’aiuto agli azeri – a tale proposito, sia i turchi sia gli azeri dicono di essere un unico popolo che vive in due Stati diversi –, ma anche nell’intera Asia centrale, dall’Iran e Afghanistan fino alla Russia.
Questa regione viene considerata come un tutt’uno, qualcosa di omogeneo, un «mondo turco». E non è solo una questione di fredda comprensione razionale, ma qui entra in gioco anche un aspetto emozionale, che proviene da una storia, una lingua, una cultura e una religione comuni. I turchi della Turchia sono sensibili alle istanze delle comunità di lingua turca presenti nel Caucaso e nell’Asia centrale. Per loro questa regione è importante non soltanto per la sua posizione strategica, ma anche perché essi la considerano la «patria» dei popoli turchi. Dal Caucaso, inoltre, provengono molti degli immigrati in Turchia.
Ci troviamo allora di fronte al costituirsi di una nuova Federazione, o addirittura di un «super-Stato», che va dal Bosforo alla Cina, e che dovrebbe prendere il posto della vecchia Unione Sovietica?
Conclusione
In sintesi, possiamo affermare che, sebbene appaia come poco probabile la prospettiva di una vera alleanza tra i diversi Stati turchi, in particolare sotto la guida della Turchia, attualmente si nota una vera e propria svolta, anche nella posizione dei Paesi dell’Asia centrale, riguardo alla possibilità di una collaborazione più stretta con la Turchia e fra di loro. La generazione di quanti hanno governato queste Repubbliche come capi di partito sta finendo[29], e il loro posto viene preso da persone aperte alle prospettive che abbiamo illustrato sopra.
Il fatto che la Turchia, malgrado la sua notevole potenza economica, sia troppo debole per riuscire da sola a unire questa grande regione rende tale collaborazione ancora più attraente come alternativa ad altre potenze, soprattutto alla Cina (molti, in Asia centrale, temono di essere travolti da questa nazione).
Le élites attuali vogliono stabilire rapporti multipolari, e da questo punto di vista la Turchia costituisce un’opzione concreta, accanto alla Cina, alla Russia, all’Europa e agli Stati Uniti. Tuttavia, come abbiamo già detto, il vero potere di Ankara non risiede innanzitutto nel settore economico o militare, ma nei cervelli, in particolare di quei giovani che, nati dopo il crollo dell’Unione Sovietica, sono alla ricerca di un nuovo ideale e di una nuova identità. Per loro potrebbe divenire molto attraente l’idea di un «super-Stato» turco e islamico.