Murillo: L’Immacolata de los Venerables.

Una schiera di angioletti tutti uguali, tranne uno.
L’Immacolata – detta anche de los Venerables o Immacolata Soult – è conservata nel museo madrileno del Prado. Fu commissionata nel 1678 da don Justino de Neve per uno degli altari della chiesa dell’ospizio de los Venerables di Siviglia. Sottratta dai francesi durante l’occupazione napoleonica (dal maresciallo Nicolas Jean-de-Dieu Soult), dopo una permanenza al Louvre, ritornò in Spagna nel 1941.
L’opera è una delle ultime realizzate dal Murillo e risale ai tempi della sua piena maturità. Il pittore ha rappresentato una Madonna giovane, poco più di una bambina, per sottolineare la sua assoluta purezza: non è stata toccata dalla macchia del peccato originale. Poggia i piedi su una eterea nuvola, e dal bordo delle vesti spunta una falce di luna, con evidente riferimento al testo dell’Apocalisse: «la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle» (Ap 12, 1-2). Dalla tunica bianca si sprigiona una forte luminosità accentuata dal contrasto con il mantello blu; tutto del suo atteggiamento, le mani raccolte sul seno e lo sguardo rapito verso l’alto, evidenziano lo stato di soprannaturale felicità. Attorno al corpo, un’aura di luce accoglie la schiera di piccoli e paffuti angioletti, tutti con lo stesso sembiante, eccetto uno in basso a destra, dal viso fortemente caratterizzato, che forse è il ritratto di un piccolo parente o il figlio di un amico.
Natale Maffioli