Non si placano le lotte armate lontano dalla capitale, mentre continua l’esodo interno dei profughi accolti principalmente nelle parrocchie


RCA

Soldati nei dintorni di Bangui

LUCIANO ZANARDINI

Passione e morte. Il conflitto scoppiato alla fine del 2012 lascia ancora morti sul campo. Il Centrafrica, nonostante i proclami e le intenzioni manifestate, continua a vivere in una spirale di violenza e di paura. L’ultimo episodio è stato confermato al sito Rjdh Centrafique (Réseau des journalistes pour les droits de l’homme) dal vescovo di Bambari, monsignor Richard Appora. La scorsa settimana, infatti, ci sono stati degli scontri tra gli ex-Seleka e gli anti-Balaka a Seko (a 60 km da Bambari): un attacco armato il 21 marzo ha colpito la parrocchia di Saint Charles Lwanga e ha ucciso 30/40 persone, tra queste il parroco, padre Désiré Angbabata, espressione di questa giovane ma coraggiosa Chiesa centrafricana.