“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata. 


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CONDANNATI ALLA MEDIOCRITÀ

Oggi abbiamo perso l’abitudine al silenzio, perché abbiamo paura di confrontarci con la verità. Così non possiamo crescere: siamo condannati alla mediocrità. La cuffia infilata a chiudere gli orecchi, la testa dondolante al ritmo di una musica assordante ma per gli altri silenziosa, un ragazzo viaggia seduto davanti a me su un autobus serale poco frequentato. A prima vista questa sembra l’immagine della solitudine necessaria per ritrovare se stessi, evitando la dispersione nella massa. In realtà, questo è solo un isolamento che si colma di suoni martellanti e che lentamente ottunde il cervello e smorza sul nascere ogni pensiero vero.

A questa scena ormai comune vorrei accostare l’altro sfondo che lo scrittore Mario Pomilio (1921-1990) ci propone nel testo che ho sopra citato. È simile al quadretto offerto da Gesù nel suo Discorso della Montagna: «Quando preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo nel segreto-» (Matteo 6,6). Senza questo bagno di silenzio, la verità si appanna e si dissolve, la coscienza resta sorda e inerte, il cuore perde il suo battito d’amore. «Solo il silenzio è grande – scriveva il poeta ottocentesco Alfred de Vigny – tutto il resto è debolezza».

Se rifiuti di sostare almeno qualche minuto al giorno in quell’oasi e ti precipiti subito nel frastuono della città, in agguato sulla strada della tua vita c’è il mostro della mediocrità che è tutt’altro che “aurea”, come credeva il poeta latino Orazio. Essa, infatti, è vestita di grigiore, si nutre di chiacchiere, si affida allo sfarfallio delle mode, teme la limpidità della verità e dell’impegno serio ed esigente. Sulla mediocrità incombono le parole del Cristo dell’Apocalisse, simili a una spada di ghiaccio: «Tu non sei né freddo né caldo, ma sei tiepido, ed è per questo che sto per vomitarti dalla mia bocca» (3,15-16).

Avvenire 15/01/2011
http://www.novena.it


gianfranco-ravasi-3da IL MATTUTINO di Gianfranco Ravasi,  presidente del Pontificio Consiglio della cultura.
Le riflessioni proposte quotidianamente dal cardinale su Avvenire, nel suo “Mattutino” (2002-2007 e 2011), offrono delle preziose occasioni per sostare qualche minuto in meditazione interrompendo la frenesia della giornata.
Il libro con la raccolta di queste riflessioni può essere acquistato in libreria.