L’82 per cento della popolazione non riceve assistenza.

Mentre in diverse parti del mondo si sono registrati progressi nell’allargamento delle protezioni sociali, in Africa l’82 per cento della popolazione non ha ancora diritto alla sicurezza sociale. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) presentato dal direttore regionale per l’Africa Cynthia Samuel-Olajuwon nella capitale nigeriana Abuja.
Secondo i nuovi dati presentati nel World Social Protection Report 2017-2019, solo il 45 per cento della popolazione globale è effettivamente coperto da almeno un’indennità speciale, mentre il rimanente 55 per cento, pari a circa quattro miliardi di persone, non ha alcuna protezione. Il rapporto dimostra che esistono significative mancanze nelle coperture di bambini, madri con neonati a carico, lavoratori disoccupati e persone con disabilità. Per l’Ilo, lo sviluppo di protezioni sociali è una priorità urgente per l’Africa.
«La mancanza di protezioni sociali rende le persone vulnerabili nell’affrontare malattie, povertà, disuguaglianze ed esclusione sociale nel corso delle loro vite» ha dichiarato Samuel-Olajuwon. È dunque necessario incrementare la spesa pubblica sulla protezione sociale per rafforzare la copertura e assicurare almeno una protezione sociale di base per tutti.
Il rapporto analizza poi le misure rivolte ai bambini. È emerso che il 35 per cento dei minori in tutto il mondo hanno accesso effettivo a protezioni sociali. Tuttavia, 1,3 miliardi di bambini sono ancora senza alcuna copertura, la maggior parte dei quali in Africa e in Asia. «È assolutamente necessario che i governi esaminino tutte le possibili soluzioni finanziarie per promuovere uno sviluppo socioeconomico nazionale basato sull’occupazione e la protezione sociale» ha dichiarato Isabel Ortiz, direttrice del dipartimento della protezione sociale dell’Ilo. «La gamma di soluzioni che permettono di generare delle risorse per la protezione sociale è molto larga». Tra queste soluzioni, si annovera ad esempio il lobbying a favore degli enti sociali e dell’assistenza sanitaria a chi non può permetterselo.
Un’altra pubblicazione congiunta dell’Ilo, dell’Unicef e dell’Onu Donne del 2017 propone anche diverse raccomandazioni sulle molteplici opzioni alle quali i governi possono ricorrere perché la protezione sociale diventi realtà. Per esempio, l’Indonesia, il Ghana e altri paesi utilizzano le sovvenzioni ai carburanti per sviluppare la protezione sociale. Il Brasile ha applicato una tassa sulle transazioni finanziarie per estendere la protezione sociale. Bolivia, Mongolia e Zambia finanziano le pensioni di anzianità e le prestazioni familiari grazie alle tasse sulle estrazioni minerarie e sul gas.
L’Osservatore Romano, 16-17 dicembre 2017.