“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.


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9. Maria esulta soltanto nella fede, non per i beni di Dio
Dunque tanto più qui va celebrato lo spirito di Maria meravigliosamente puro, che mentre le viene fatto un onore sì grande non si lascia indurre in tentazione, ma come se non vedesse rimane sulla giusta via, si afferra soltanto alla bontà divina, che ella non vede e non sente, lascia tutti i beni che sente, non fonda in essi la sua gioia, non cerca il suo interesse, per cui può veramente e a ragione cantate: “Lo spirito mio gioisce in Dio, mio Salvatore”. Si tratta veramente di uno spirito che esulta soltanto nella fede, non per i beni di Dio percepiti con i sensi, ma ella gioisce soltanto per Dio come suo Salvatore, che non percepisce con i sensi, ma conosce soltanto per fede. Questi sono gli spiriti giusti, umili, liberi, affamati, pii dei quali parleremo in seguito.
In base a tali considerazioni possiamo riconoscere e giudicare come il mondo sia oggi pieno di falsi predicatori e di falsi santi che al povero popolo parlano sempre delle buone opere. E sebbene siano pochi quelli che predicano come le opere buone si debbano compiere – i più predicano dottrine e opere umane, che essi stessi hanno inventate -, in verità i migliori tra loro sono purtroppo ancora tanto lontani dalla retta via, che spingono il popolo sempre a destra insegnandogli a compiere opere buone e a condurre una vita onesta non per puro amore della bontà di Dio, ma per proprio interesse. Infatti se non vi fosse né cielo né inferno, tanto da non potersi ripromettere nessun vantaggio dalla bontà di Dio, lascerebbero stare la sua bontà senza amore e senza lode. Non sono che sfruttatori e mercenari, servi e non figli, stranieri e non eredi; si fanno idoli di se stessi e Dio dovrebbe amarli e lodarli, rendere a loro ciò che essi dovrebbero rendere a lui; non hanno spirito; Dio non è il loro Salvatore, ma il loro Salvatore sono i beni con i quali Dio deve servirli come uno schiavo. Questi sono i figli d’Israele che nel deserto non si accontentavano del pane disceso dal cielo, ma volevano anche della carne, delle cipolle, dell’aglio. (…)


dal Commento al Magnificat di Martin Luther, in italiano Martin Lutero (1483 1546), teologo tedesco e iniziatore della riforma protestante. Il suo Commento al Magnificat, scritto nel 1520, è particolarmente noto ed ha subito delle riletture dopo il Concilio Vaticano II. Oltre il suo interesse mariologico, l’opera testimonia l’intensa spiritualità di Lutero e il suo modo radicalmente nuovo di fare teologia.