“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.


bellini_giovanni_542_madonna_with_blessing_child


5. Due specie di spiriti ipocriti che non possono cantare bene il Magnifìcat
Vi sono due specie di spiriti ipocriti che non possono cantare bene il Magnifìcat. I primi sono quelli che non sanno lodare Iddio, se prima Egli non fa loro del bene, come dice Davide: “Essi ti lodano, quando tu fai loro del bene”.
Sembra che essi lodino molto Iddio, non essendo, però, disposti a sopportare l’oppressione e l’umiliazione, e quindi non potendo conoscere le vere opere di Dio, non possono nemmeno veramente amare e lodare Iddio.
Oggi, tutto il mondo è pieno di sacre funzioni, di lodi a Dio con canti, prediche, suoni e musiche; il Magnifìcat viene cantato in modo superbo, ma tuttavia, è triste che un canto tanto eletto debba rimanere senza forza, in quanto noi non lo intoniamo soltanto nelle occasioni felici, mentre se le cose ci vanno male il canto tace, Dio non viene più lodato, perché pensiamo che Egli non possa o non voglia operare nella nostra vita. Così anche il Magnifìcat rimane senza forza.
Peggiori sono gli altri che commettono l’errore contrario, che traendo vanto dai beni di Dio non li attribuiscono alla pura bontà divina, ma vogliono anch’essi averne un merito, essere onorati e stimati dagli altri uomini a causa di essi. Ricevono il gran bene che Dio ha compiuto e si attaccano ad esso ritenendolo di loro spettanza, mentre nei confronti di coloro che non lo possiedono manifestano superiorità, credendosi persone speciali. In verità, questo è un atteggiamento molto instabile e pericoloso. Quando si ricevono i beni di Dio pensando che ciò sia una cosa naturale, si diventa orgogliosi e soddisfatti di se stessi. Perciò qui bisogna ben sottolineare l’ultima parola, “Dio”. Maria, infatti, non dice: “L’anima mia magnifica se stessa”, oppure “ha grande stima di se stessa” – anzi non voleva per niente avere stima di sé -, ma essa magnifica soltanto Dio, al quale attribuisce ogni cosa, mentre si spoglia e riporta di nuovo a Dio tutto ciò che da lui aveva ricevuto. (…)


dal Commento al Magnificat di Martin Luther, in italiano Martin Lutero (1483 1546), teologo tedesco e iniziatore della riforma protestante. Il suo Commento al Magnificat, scritto nel 1520, è particolarmente noto ed ha subito delle riletture dopo il Concilio Vaticano II. Oltre il suo interesse mariologico, l’opera testimonia l’intensa spiritualità di Lutero e il suo modo radicalmente nuovo di fare teologia.