“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.

ACEDIA (2)
Nelle antiche descrizioni monastiche essa è il «demone meridiano» che colpisce soprattutto a metà del giorno, durante le ore più calde e pesanti della giornata (fra le dieci e le quattordici) prima dell’unico pasto che i monaci prendevano intorno alle quindici. Troviamo poi descrizioni analoghe, almeno parzialmente, in Pascal e Baudelaire, Kierkegaard e Guardini, Bergson e Jankélévitch; inoltre sono stati rilevati i contatti con forme depressive descritte dalla psicologia. È interessante notare che si è vista un’analogia fra questo male che di preferenza colpisce l’uomo nel mezzo del giorno, con la crisi del superamento della metà della vita, che si abbatte sull’uomo appunto fra i trentacinque e i quarant’anni. «Sembra che vi sia una causa biologica alla base di quel senso di apprensione, di quei tormentati interrogativi, della mancanza di entusiasmo in uomini e donne poco dopo la trentina. È forse questo lo stato d’animo che i dotti medievali chiamavano accidia, il peccato capitale di pigrizia dello spirito? lo credo di sì» (Richard Church). Le svariate forme di reazione di fronte a questa crisi sono del resto molto simili a quelle di chi è preda dell’accidia: diniego, rimozione, svalutazione di sé, arroccamento al potere, rigidismo legalista, depressione, eccessi nel bere e nel mangiare, intontimento…
Ma come combattere l’acedia? Anzitutto accettando i limiti costitutivi dell’esistenza umana: il passare del tempo e la mortalità (i Padri monastici esortavano alla memoria mortis), l’assunzione della responsabilità della propria vita passata e delle incapacità e imperfezioni che ci abitano, la perseveranza, la pazienza (che è l’arte di vivere l’incompiuto), una vita di relazioni, l’impegnare il corpo in attività lavorative, il farsi aiutare (per i Padri monastici, da un «padre spirituale»), la preghiera. Evagrio in particolare dà un consiglio: «Fissati una misura in ogni opera». Ovvero, esercitati, dandoti una regola, a divenire padrone di te stesso.
da Enzo Bianchi, “Lessico della vita interiore. Le parole della spiritualità” (2004)
Enzo Bianchi (1943) è un conosciuto religioso e saggista italiano, monaco laico, fondatore e priore della Comunità monastica di Bose e autore di numerosi testi sulla spiritualità cristiana e sulla tradizione di dialogo della Chiesa con il mondo contemporaneo.