Chiusa la Porta Santa di San Pietro, finito il Giubileo straordinario della Misericordia. Il Papa ha firmato anche il documento postgiubilare che verrà diffuso lunedì 21 novembre.

Chiusa la Porta Santa di San Pietro, finito il Giubileo straordinario della Misericordia. Con una liturgia di straordinaria intensità, davanti a una piazza gremita da 70mila fedeli e alle telecamere di tutto il mondo, Papa Francesco ha compiuto il gesto finale dell’Anno Santo che egli stesso aveva aperto lo scorso 8 dicembre. Il Pontefice dopo una breve orazione (“Riconoscenti per i doni di grazia ricevuti e incoraggiato a testimoniare nelle parole e nelle opere, la tenerezza del tuo amore misericordioso, chiudiamo la Porta Santa”) si è soffermato alcuni secondi in preghiera sulla soglia, quindi ha accostato prima un battente e poi l’altro, richiudendo il simbolo del Giubileo alle sue spalle, nel pronao della Basilica Vaticana. Quindi in processione ha raggiunto il sagrato e iniziato la celebrazione della Messa, cui prendono parte anche i 16 nuovi cardinali creati sabato 19 (il 17.mo. non era presente per ragioni di salute ed è rimasto nella sua patria, il Lesotho)
“Anche se si si chiude la Porta santa, rimane sempre spalancata per noi”, ha detto nell’omelia, “la vera porta della misericordia che è il Cuore di Cristo. Chiediamo la grazia di non chiudere mai le porte della riconciliazione e del perdono”.
Francesco, che prima del rito ha salutato brevemente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi, accompagnato dalla moglie Agnese, ha anche firmato il documento post-Giubilare Misericordia et Misera che verrà diffuso lunedì 21 novembre.
Nella solennità di Cristo Re
Nel corso dell’omelia il Pontefice, riferendosi all’odierna solennità di Cristo Re, ricorda che il regno di Dio non è come i regni e i poteri del mondo. Ed è proprio questa regalità “paradossale”, “senza potere e senza gloria”, che fa sembrare Cristo “più un vinto che un vincitore”. “Quante volte invece, – osserva il Papa – anche tra noi, si sono ricercate le appaganti sicurezze offerte dal mondo.
Cristo si gioca analizzando i comportamenti di tre gruppi di persone sotto la croce: “il popolo che guarda, il gruppo nei pressi della croce”, che invita Cristo a scendere e dimostrare la sua potenza, e “un malfattore crocifisso accanto a Gesù”. Sarà questi a amare fino alla fine, cioè a vivere la misericordia e l’atteggiamento che è di Dio.
La firma del documento
Poi si trattiene per una serie infinita di abbracci, prima con i cardinali “vecchi” – oggi ce ne sono circa 120 – poi con quelli che ha creato nel concistoro di ieri, poi con sacerdoti e popolo.
Infine papa Francesco sale sulla jeep bianca scoperta e fa un giro tra il popolo del giubileo, che lo acclama a lungo e con grande festa.
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