“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Un granello di sale quotidiano per dare sapore alla tua giornata.

Non ha nulla da sperare chi combatte per raggiungere una virtù astratta — una qualità di cui non ha esperienza. Costui non preferirà mai realmente la virtù al vizio opposto, per quanto sembri disprezzare quest’ultimo.
Ognuno di noi ha un desiderio innato di operare bene e di evitare il male. Ma è un desiderio, questo, che rimane sterile, finché non abbiamo fatto esperienza di quel che significhi fare il bene.
(Il desiderio di virtù viene frustrato in parecchie persone di buon volere dal disgusto istintivo che esse provano per le false virtù di coloro che sono creduti santi. I peccatori hanno un occhio finissimo per le false virtù e un’idea esattissima di quello che dovrebbe essere la virtù in una persona buona. Se in chi viene reputato buono vedono soltanto una «virtù» che è in realtà meno viva e meno interessante dei loro vizi, concluderanno che la virtù non ha significato e si attaccheranno a ciò che possiedono, per quanto lo trovino odioso).
Ma che possiamo fare se non possediamo la virtù? Come possiamo farne esperienza? La grazia di Dio, attraverso Cristo nostro Signore, produce in noi un desiderio della virtù che ne è un’esperienza anticipata. Ci rende capaci di «gustarla» anche prima di possederla in pieno.

da “Pensieri nella solitudine” di Thomas Merton (1915-1968),
trappista americano, maestro spirituale molto stimato,
ritenuto tra i più grandi scrittori spirituali del XX secolo.