“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Un granello di sale quotidiano per dare sapore alla tua giornata.


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L’espressione «conquista di sé» può arrivare a diventare odiosa perché molto spesso non significa la conquista di noi stessi, ma una conquista fatta da noi. Una vittoria riportata con le nostre facoltà. Ma su che cosa? Proprio su ciò che è all’infuori di noi.
La vera conquista di sé è la conquista di noi stessi compiuta non da noi, ma dallo Spirito Santo. Conquista di sé vuol dire in realtà resa di sé, donazione di sé.
Eppure ancor prima di poterci arrendere dobbiamo diventare noi stessi. Perché nessuno può dare quello che non possiede.
Più precisamente, dobbiamo avere abbastanza dominio di noi stessi da poter rinunciare alla nostra volontà nelle mani di Cristo — in modo che Egli possa conquistare ciò che non siamo riusciti a raggiungere con i nostri sforzi.
Per poter arrivare al possesso di noi stessi, dobbiamo avere una certa confidenza, una certa speranza di vittoria. E per poter far vivere questa speranza, dobbiamo ordinariamente avere un certo gusto della vittoria. Dobbiamo sapere che cosa sia la vittoria e amarla più della sconfitta.


Thomas Merton

da “Pensieri nella solitudine” di Thomas Merton (1915-1968),
trappista americano, maestro spirituale molto stimato,
ritenuto tra i più grandi scrittori spirituali del XX secolo.