Ecco perché l’Arabia Saudita
non è un Isis che ce l’ha fatta.
C’è la stessa ideologia alla base, ma la ragion d’essere dello Stato Islamico è il rifacimento del mondo attraverso la restaurazione del califfato. Le 47 esecuzioni e le paure di Riad.

Come già era accaduto dopo l’11 settembre, le gesta dell’islamismo jihadista, questa volta nella versione dello Stato Islamico, hanno riportato al centro dell’attenzione mediatica l’Arabia Saudita, spesso accusata di essere il principale ispiratore, organizzatore e finanziatore del terrorismo jihadista. L’esecuzione, il 2 gennaio, di 47 detenuti, tra i quali il religioso sciita Nimr al-Nimr, ha ulteriormente contribuito a irrobustire l’immagine di principale fomentatore delle violenze in Medio Oriente.
Il fanatismo dell’Uno
I messaggi delle 47 esecuzioni

Con “ejecuciones” no vamos a ninguna parte!
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