La Bellezza rivelata (1)
Pietro e Paolo, lo sguardo tra due santi
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Un’iconografia insolita … è il Commiato dei Santi Pietro e Paolo sulla via del martirio (1624-1626) di Giovanni Serodine. Questo episodio è apocrifo, di esso abbiamo solo attestazioni tardive: si afferma con la Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine ed era segnalato con un cappella il luogo sulla via Ostiense a Roma dove si pensava fosse avvenuto l’incontro (tra gli attuali civici 106-108).
A differenza dell’iconografia dell’abbraccio tra i due santi, comune nella tradizione figurativa cristiana, Serodine ci propone un dipinto intenso e fuori dal comune, nel quale i principi degli apostoli si guardano profondamente negli occhi (possiamo immaginare l’intensità dello sguardo di Pietro in risposta a quello di Paolo). Il caravaggismo di Serodine, che si ispira al Caravaggio siciliano frammisto al caravaggismo fiammingo di Gherardo delle notti, unito a quella capacità di sbozzare e dissolvere le forme attraverso, la luce ci trasmette tutta la temperatura del momento. Lo sguardo di Paolo, quasi pugnace, ci racconta la determinazione di un uomo che ha incontrato Cristo, che non può non testimoniare quel incontro sino a consegnare la vita.
Il dipinto fu commissionato a Serodine dall’aristocratico romano Asdrubale Mattei tra il 1622 e il 1624 per la Galleria di Palazzo Mattei. Insieme a questo, come pendant, fu richiesto allo stesso pittore di dipingere il Tributo della moneta. Evidente è il significato di questa scelta: il Mattei vuole riflettere lui stesso e far riflettere i visitatori della sua galleria sulla relazione che intercorre tra l’uomo e il mondo e l’uomo e Dio. A Cesare si dà il tributo, ma cosa si consegna a Dio? La vita stessa, per intero, per libera e determinata scelta. I modelli che Asdrubale Mattei sceglie per ispirare sé stesso e i suoi ospiti sono Pietro e Paolo, colonne portanti della nostra Chiesa.
Giulia Spoltore
http://www.aleteia.org
28.06.2014
La Bellezza Rivelata (1)