Che notizia sensazionale quella che ci dà il Vangelo di oggi. Normalmente pensiamo che le cose più importanti arrivino sempre in maniera spettacolare e attirando la nostra attenzione. Gesù, invece, ci dice che ciò che conta (il regno di Dio) non viene attirando l’attenzione, anzi è già qui in mezzo a noi.

Giovedì della XXXII settimana del Tempo Ordinario
Lc 17,20-25: Il regno di Dio è in mezzo a voi.

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

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Provate a digitare su Google la domanda: “Quando verrà la fine del mondo?”. Vi accorgerete che la risposta che non ha saputo dare Gesù nel Vangelo, ve la offrono nei dettagli le miriadi di pagine indicizzate dal motore di ricerca con tanto di date, modalità e tempi. Ad esempio scoprirete che nel 2017 erano previste decine di fine del mondo. Saremmo già dovuti tutti morire il 29 luglio, poi il 21 agosto, poi il 23 settembre e poi il 15 Ottobre…. Anno apocalittico il 2017…
Il problema della fine del mondo o come viene chiamato nel Vangelo l’arrivo del Regno di Dio è un falso problema. In realtà, come risponde Gesù nel Vangelo, il Regno di Dio è già arrivato e così, se volete, anche la fine del mondo è già arrivata. Leggevo proprio su Internet queste righe su un sito un pò più serio dei precedenti: “La fine del mondo? È già iniziata. La Terra infatti ha quasi 5 miliardi di anni. Tra altrettanti la vita sarà scomparsa e l’energia del sole spedirà nello spazio gli atomi che ne costituivano i mattoni”.
E quando San Paolo scriveva che tutti noi per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, non dice la stessa cosa? La paura della fine del mondo non dovrebbe appartenerci, perché noi viviamo già della vita eterna. Perché aver paura di morire, quando in realtà siamo già dentro l’eternità?

Franco Mastrolonardo
http://www.preg.audio


«Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Che notizia sensazionale quella che ci dà il Vangelo di oggi. Normalmente pensiamo che le cose più importanti arrivino sempre in maniera spettacolare e attirando la nostra attenzione. Gesù, invece, ci dice che ciò che conta (il regno di Dio) non viene attirando l’attenzione, anzi è già qui in mezzo a noi. Ciò sta a significare che tutto quello che ci aspettiamo dalla vita è già qui anche se ancora non ce ne siamo accorti. Non dobbiamo aspettare un giorno per amare, possiamo amare ora. Non dobbiamo aspettare un giorno per essere santi, possiamo esserlo ora. Non dobbiamo attendere l’accadere di una certa circostanza per essere felici, lo possiamo essere ora. Vivere con la consapevolezza di non doverci proiettare solo in un futuro prossimo ma valorizzando il nostro presente potrebbe cambiare tutta la nostra vita. Diversamente cercheremo solo cose sensazionali, cioè che ci danno sensazioni, emozioni, ma solo perché ci manca la sostanza. La ricerca di emozioni molto spesso nasconde il vuoto che ci portiamo dentro.  

L.M. Epicoco
http://www.nellaparola.it


Il Regno di Dio è in mezzo a noi dice il Signore, è impastato col nostro mondo, ne fa parte integrante, ne è intimamente connesso. Ne fa parte, non è altro, non è qualcosa di diverso. Molti, ci ammonisce il Signore, pensano di incontrarlo altrove, negli eventi eclatanti, correndo dietro a miracoli e alle apparizioni. Non è così. È il nostro sguardo che lo deve riconoscere, è il nostro cuore che è chiamato ad accorgersene. Quante volte pensiamo che la presenza di Dio coincida con qualcosa di fantastico, con qualche evento che scuota e stupisca. Povera la fede che ha bisogno di miracoli per poter crescere! Povera la fede che ha bisogno di conferme per poter andare avanti! Siamo chiamati a cambiare il nostro sguardo per riconoscere il Regno che si realizza in mezzo a noi. Nelle nostre parrocchie, nelle nostre liturgie, nelle nostre iniziative di carità, nella nostra profezia realizziamo il Regno, non altrove. Che bello sapere che la mia comunità è un anticipo e una realizzazione parziale del Regno che è già e non ancora! Che bello iniziare la giornata col desiderio e l’impegno di riconoscere il Regno già presente in mezzo a noi!

Paolo Curtaz