Adesso vediamo le altre caratteristiche della comunità cristiana, prima è lo scandalo, seconda è il peccato e il perdono, terzo la fede, ma non la fede che abbiamo noi ma qualcos’altro di più profondo e ora il servizio invece del dominio e la gratuità invece del denaro e del guadagno.

Martedì della XXXII settimana del Tempo Ordinario
Lc 17,7-10: Siamo semplicemente servi:
ciò che dovevamo fare, l’abbiamo fatto.
Lectio divina di Silvano Fausti

7Ora chi di voi, avendo un servo che ara o che pascola, tornato dal campo, gli dirà: Subito vieni accanto e stenditi (a tavola)! 8Non gli dirà invece: Preparami di che cenare e, cinto, servimi, finché mangio e dopo questo mangerai e berrai tu. 9 È forse grato al servo perché fece ciò che fu comandato? 10Così anche voi, quando avete fatto tutto ciò che vi fu comandato, dite: Siamo semplicemente servi: ciò che dovevamo fare, l’abbiamo fatto.

Arare e pascolare sono le mansioni apostoliche, arare il campo di Dio, seminare, far crescere la parola e dopo fare il pastore, per condurre etc, bene, chi di voi avendo un servo che ara e pascola quando torna dal campo, il padrone gli dice vieni e siediti a tavola e non gli dirà invece prima, preparami, cinto, servimi, finché io avrò mangiato e bevuto, dopo mangerai anche tu quel che avanza. Vi richiama qualcosa questa scena? Vuol dire che nessun padrone fa così e Gesù cosa fa nell’ultima cena? Fa sedere a tavola, si cinge, li serve e da loro la sua vita e dà da mangiare. Questo è il mio corpo dato per voi.

Gesù dirà nell’ultima cena Io sono in mezzo a voi come colui che serve è l’unica definizione che da di sé, è il servo. Anzi per la parola servo in greco si usa la parola schiavo. Il servo è uno il cui lavoro appartiene al padrone ma lui non appartiene, lo schiavo invece appartiene all’altro. Ora, l’essere schiavo è la forma più alta di libertà dice Paolo, Galati 5-13, siate schiavi gli uni degli altri nel reciproco amore, che vuol dire io sono tuo come tu sei mio. L’essere dell’uno appartiene all’altro, in piena gratuità. Non solo il lavoro, perché l’amore non è qualcosa che si paga con il lavoro o con le prestazioni, è l’essere l’uno dell’altro e questa è la piena libertà.

Nella Bibbia trovate tradotti “siamo servi inutili” e un servo inutile è proprio inutile, vuol dire che non serve a nulla. Invece il senso è ben diverso. Quando tu hai fatto tutto quello che hai fatto, quello che ci ha comandato e cosa ci ha comandato il Signore? Amatevi come io vi ho amato. Mettete la vita ognuno al servizio degli altri, quando hai fatto questo, non è che devi aspettarti uno stipendio, perché se ami per uno stipendio, se ti fai pagare l’amore, si chiama prostituzione. L’amore è gratuito. Tu risponderai, ascolta noi siamo tuoi schiavi, senza utile, vuol dire senza guadagno, non voglio un guadagno, quello che mi interessa è essere tuo. È l’amore che mi interessa, la gratuità. Ho fatto quel che dovevo fare no? Son tuo e son tuo, basta. E la gratuità è l’aspetto più profondo dell’amore nel servizio.

Dalle catechesi di Silvano Fausti
sul Vangelo di Luca (2004-2010)
www.gesuiti-villapizzone.it
Selezione degli estratti, sottolineature e titoli miei (MJ)