Sabato della XXX settimana del Tempo Ordinario
Luca 14,1.7-11: Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

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Navigando nello sterminato mare di YouTube ho trovato questa cosa carina sull’umiltà. Cito:
“Camminavo con mio padre, quando all’improvviso si arrestò ad una curva e dopo un breve silenzio mi domandò: oltre al canto dei passeri senti qualcos’altro? Aguzzai le orecchie e dopo alcuni secondi risposi: ascolto il rumore di un carretto. Giusto mi disse: è un carretto vuoto. Io gli domandai: come fai a sapere che si tratta di un carretto vuoto se non lo hai ancora visto? Allora mi rispose: è facile capire quando è un carretto vuoto, dal momento che quanto più è vuoto tanto più fa rumore”.
E’ proprio vero.
Una venerabile di Rimini, Carla Ronci, in cammino verso la beatificazione, amava ripetere “Solo i santi lasciano tracce, gli altri fanno rumore”. E quanti sono quelli che fanno rumore. Più son vuoti di valori, di ideali, di spiritualità, di fede e più fanno chiasso.
In questo mondo chi non ha niente da dire, purtroppo non vede l’ora di dirlo. E dicendo il nulla, stordisce e fa rumore. Non passa nulla se non una naturale e istintiva antipatia nei loro confronti.
Un po’ come quelli che si ritrova a pranzo Gesù. Boriosi e vanitosi cercano i primi posti, le vetrine più avanzate per ostentare la loro immagine. Ma dicevano i nostri vecchi che la carne messa in vetrina è sempre di scarsa qualità. Così Gesù li avverte. Non reggerete la frustrazione se vi toglieranno i primi posti. Forse già li ammonisce per i tempi futuri. L’ultimo giorno infatti un velo di vergogna insostenibile calerà sugli arroganti di questa terra. Mentre come d’incanto dall’humus dei bassifondi della terra vissuti per troppo tempo nel nascondimento saliranno gli umili, i carretti pieni, quelli che contano, quelli che realmente hanno fatto la storia.

don Franco Mastrolonardo
http://www.preg.audio


Lo sguardo di Gesù è sempre uno sguardo attento. Si potrebbe leggere tutto il Vangelo a partire proprio dalla prospettiva degli sguardi di Gesù. Essi sono davvero una palestra di umanità. Il Vangelo di oggi ne registra uno:
“Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola (…)”.
Ciò che Gesù osserva è la solita corsa ai posti migliori che diventa uno stile di vita che si estende in tutti gli ambiti dell’esistenza. Essa parte dalla convinzione sbagliata che la vita vale per il posto che si occupa. Gesù insegna un’altra prospettiva: mai sgomitare per arrivare ai primi posti perché prima o poi un simile atteggiamento ci porterà a soffrire grandemente. Ma chi può scegliere l’ultimo posto senza soffrire di questa scelta? Solo chi si sente amato. Infatti chi fa esperienza di amore non cerca null’altro, ha già trovato tutto. Ecco allora perché è importante non solo denunciare un atteggiamento di vita sbagliato ma domandarsi qual è la sua vera radice. Molto carrierismo, molta ricerca di apparenza, molto bisogno di essere riconosciuti dagli altri nasconde un grande vuoto d’amore. Gesù viene a prende sul serio proprio questo vuoto d’amore. Offre se stesso come la medicina a una simile mancanza. È proprio a partire da questo suo dono che si possono anche fare scelte differenti. Potremmo dire così: chi ha incontrato Cristo non è più preoccupato del posto che occupa perché sa di averne già uno importante nel Suo cuore. Allora tutto il resto va bene in ogni caso, e non è più motivo di paranoia.

L.M. Epicoco
http://www.nellaparola.it