Liturgia
– Vangelo del giorno

Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Meditazione
Abbiamo contemplato lo Spirito Vivicante, Cristificante e Santificante. Ci terrei ovviamente a precisare che non esistono tre Spiriti Santi. Lo Spirito è uno come uno è Dio, ma precisarne le caratteristiche ci aiuta a capire meglio la sua identità e la sua missione. Non so, facendo un paragone banale con il calcio se commento una partita presentando una squadra che gioca con il 4-1-3-2 la identifico meglio rispetto al dire giocano dieci giocatori in campo più il portiere. Poi magari la domenica dopo gioca più sbilanciata in avanti con un 3-4-3 ma se facciamo il conto sono sempre dieci più il portiere. La squadra è sempre quella. Quindi lo Spirito Santo è uno, ma gioca su tre linee: vivifica, cristifica e santifica.
Ora abbiamo detto che il processo di santificazione è legato necessariamente alla cooperazione umana. Più l’uomo risponde, più lo Spirito agisce. Più agisce e più l’uomo viene santificato e cristificato. Si diceva di san Francesco che era diventato, appunto, un altro Cristo, anche in virtù del dono delle stigmate. In effetti l’opera di santificazione più esemplare è quella legata alla vita dei santi, che si chiamano appunto così perché investiti dallo Spirito Santificante. I meriti dei santi non risiedono tanto nelle loro virtù umane, quanto nella capacità di rispondere sì allo Spirito Santo. Umanamente i santi non sono più di noi, anzi. Confrontando la calligrafia di san Francesco nei pochissimi scritti rimastici alcuni studiosi hanno riscontrato in lui elementi patologici e più di uno lo ha definito pazzo. Eppure Francesco si è lasciato così coinvolgere nell’opera di santificazione che le sue fragilità psicologiche sono divenute strumento di salvezza per la Chiesa e per la storia degli uomini.
In effetti lo Spirito Santificante viene a recuperare uno strappo, una lacerazione profonda che segna drasticamente la nostra umanità. Stiamo parlando del peccato. Perché l’azione dello Spirito Santo è così fondamentale? Perché nel corso della nostra storia permette di ripristinare in noi la somiglianza con Dio ferita, appunto, dal peccato. Di fatto Gesù ci ha già conquistato la salvezza, ha portato il cielo sulla terra, ci ha aperto le porte del Paradiso immergendoci già da ora nella vita eterna. Ma noi spesso non viviamo la gioia di tutto questo, anzi!.
Il problema non è suo, quanto nostro. Siamo noi che offuscati dal peccato non percepiamo il Regno di Dio in mezzo a noi. E l’arcano di fondo è esattamente questo: Pur essendo fatti ad immagine di Dio, perdiamo la sua somiglianza. Solo con lo Spirito Santificante abbiamo la possibilità di ripristinare quella somiglianza. Vedremo domani come.

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don Franco Mastrolonardo