Sabato della VI settimana del Tempo Ordinario
Vangelo secondo Marco 9, 2-13

Testo del Vangelo

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosè e conversavano con Gesù.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».
E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
E lo interrogavano: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elìa e ristabilisce ogni cosa; ma, come sta scritto del Figlio dell’uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. Io però vi dico che Elìa è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui».

Meditazione

Commento di don Franco Mastrolonardo:
La Trasfigurazione è un evento incredibile. Diciamo che è il top della preghiera. Ma attenti bene: guai ad ambire a questo tipo di preghiere, perché qui Gesù ci dà solo un anticipo di Paradiso. Sulla terra la preghiera è di ben altro genere.
La Trasfigurazione è un evento di grazia. Gesù non si trasfigura come erroneamente segnalano certe traduzioni, ma viene trasfigurato. Quel verbo metamorfomai è sempre al passivo. Viene usato, pensate un po’, solo quattro volte nella Bibbia ed è sempre al passivo. Questo vuol dire che non siamo noi a trasformarci, ma è Dio, qualcosa di superiore, a farlo. Anche per Gesù è stato così. La Trasfigurazione è una esperienza di Luce, che in qualche modo integra la parte oggettiva e soggettiva della persona. Cioè la Trasfigurazione ha reso Gesù luce, ma solo chi lo guarda con lo sguardo trasfigurato vede la Trasfigurazione.
Vi lascio, in conclusione, con le parole di una mistica di provato valore, Santa Teresa d’Avila, che nel suo diario scrive così a riguardo dei suoi incontri con Gesù trasfigurato:

“E’ una luce che non abbaglia, un candore pieno di soavità,
un infuso splendore che incanta deliziosamente la vista senza stancarla,
come non la stanca la chiarezza con cui si vede quella sublime realtà.
E’ una luce così diversa dalla nostra che quella del sole,
in confronto sembra molto appannata,
tanto che dopo non si vorrebbe neppure aprire gli occhi ….
… non so spiegare come Egli inondi di questa luce potente i nostri sensi interiori, né come produca una così viva immagine di sé
da parere che sia veramente presente…
…ho detto similitudine, ma non è vero,
perché le similitudini sono sempre imperfette,
mentre qui vi è davvero la differenza che distingue un vivo dal suo ritratto, né più né meno.
Se è un’ immagine, è un’ immagine viva.
Non un morto che vedo, ma lo stesso Cristo vivente
che si fa vedere come uomo Dio nel modo in cui è risorto,
non già come stava nel sepolcro”.
(Dal cap.28^ della vita di santa Teresa d’Avila)

Commento di Silvano Fausti:
Durante il cammino di Gesù dopo tutte le tempeste che ha avuto poco prima… i discepoli capiscono niente, Pietro è chiamato Satana…quindi, poveretto, (pensa) ho fallito tutti i miei obiettivi, anche coi miei… ecco che appare la gloria, il punto d’arrivo. E quando uno sa il punto d’arrivo è tutto diverso. Pensate ancora di essere in un bosco, da soli, e c’è un sentiero, ma non sapete dove va… tornare indietro non potete, nessuno può tornare indietro nella vita, andare avanti, dove porta? Coglie l’angoscia se non sai dove va, se invece riconosci che quel sentiero è quello che ti porta a casa, ti porta tranquillo al focolare, cammini spedito e vai tranquillo, cioè cambia la qualità di vita sapere dove si va, è il senso della vita. E nella Trasfigurazione vediamo il senso compiuto dell’esistenza di ogni uomo, del creato intero e di Dio stesso. Quindi è veramente un testo bello che sta appunto al centro del Vangelo di Marco, che non racconta la Risurrezione per dire che la Risurrezione la sperimentiamo al centro della nostra vita, quando ci capita questa esperienza… risorgiamo anche noi a vita nuova e allora camminiamo in modo diverso.

Commento di Enzo Bianchi:
Questa è la scena…
Questo è il racconto di quello che loro cercano di dire con linguaggio umano che non è all’altezza di quella che è stata la loro esperienza di fede. Certamente Pietro, Giacomo e Giovanni hanno sentito in un parallelo al battesimo quello che Gesù aveva sentito lui solo al battesimo, perché lui solo, secondo Marco, aveva sentito la voce: “Tu sei il mio Figlio amato”. Questo lo sentono loro, ma attenzione, lo sentono mentre accanto a Gesù vedono Mosè ed Elia, cioè vedono la Legge, Mosè, e i Profeti, vedono l’Antico Testamento che testimoniano di Lui. Insomma i due: Mosè che era il profeta che si aspettava per la fine dei tempi, Elia, anche lui atteso per la fine dei tempi, indicano Gesù come il compimento dell’Antico Testamento, dicono che in Gesù Profezia e Legge si adempiono. Ecco perché tutti sono avvolti nella gloria: Mosè ed Elia erano viventi in Dio ma sono attorno a Gesù, è significativo. Sono parole che non sono in qualche misura, capaci di dire la verità. Marco diventa, addirittura permettetemi, un po’ buffo; dice: ”Era talmente bianco che nessun detersivo…”, è un po’ buffo ma questo mostra l’incapacità di dire ciò che hanno visto nella fede, ciò che i loro occhi trasformati hanno visto intorno a Gesù. Poi hanno sentito la voce, che non solo diceva le parole del battesimo, ma aggiunge qualcosa di molto importante. Aggiunge la parola shemà: ascoltatelo. Ascolta, Israele!
La sapienza di Marco che mette assieme l’ascolta Israele, lo mette qui…
Ormai bisogna ascoltare Gesù. Ascoltate Lui! Ascoltate Lui!

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