14 Gennaio
Felice da Nola.
L’autorevolezza della radicalità evangelica


basilica di san felice

Basilica di San Felice

San Felice da Nola è venerato come martire, eppure non venne ucciso: questa anomalia si spiega gettando uno sguardo al periodo particolare nel quale si trovò a vivere, cioè nel cuore della transizione dall’epoca delle persecuzioni a quella della libertà di culto con l’editto di Costantino del 313. Lui era di origine siriana, ma era nato a Nola, dove fu collaboratore del vescovo Massimo, il quale si ritirò in un luogo isolato per fuggire dalla persecuzione. Felice, invece, fu catturato e solo miracolosamente sopravvisse alle torture: secondo la tradizione fu salvato da un angelo. Con il cessare delle persecuzioni la comunità lo avrebbe voluto successore di Massimo, ma lui rifiutò, preferendo vivere in totale povertà e ritirato fino alla morte: aveva capito che la Chiesa libera aveva bisogno ancora di testimoni in grado di scelte radicali.

Altri santi. Beato Oddone di Novara, monaco (1100-1198); beato Odorico da Pordenone, sacerdote (1265-1331).

Matteo Liut
Avvenire