La Chiesa, durante l’Anno Liturgico, ci invita a fare memoria di una schiera di Santi, di coloro, cioè, che hanno vissuto pienamente la carità, hanno saputo amare e seguire Cristo nella loro vita quotidiana. Essi ci dicono che è possibile per tutti percorrere questa strada. In ogni epoca della storia della Chiesa, ad ogni latitudine della geografia del mondo, i Santi appartengono a tutte le età e ad ogni stato di vita, sono volti concreti di ogni popolo, lingua e nazione. E sono tipi molto diversi. In realtà devo dire che anche per la mia fede personale molti santi, non tutti, sono vere stelle nel firmamento della storia. E vorrei aggiungere che per me non solo alcuni grandi santi che amo e che conosco bene sono “indicatori di strada”, ma proprio anche i santi semplici, cioè le persone buone che vedo nella mia vita, che non saranno mai canonizzate. Sono persone normali, per così dire, senza eroismo visibile, ma nella loro bontà di ogni giorno vedo la verità della fede. Questa bontà, che hanno maturato nella fede della Chiesa, è per me la più sicura apologia del cristianesimo e il segno di dove sia la verità.

Papa Benedetto XVI, udienza generale del 6 aprile 2011

Alcune “definizioni” di santità

  • La santità è la testardaggine nel compiere la volontà di Dio sempre, nonostante qualsiasi difficoltà. (Giacomo Alberione)
  • La musica ha bisogno della cavità del flauto, le lettere della pagina bianca, la luce del vuoto della finestra, e la santità dell’assenza di sé. (Anthony De Mello)
  • La santità non consiste nel fare cose straordinarie, ma nel fare straordinariamente bene le cose ordinarie. (Luigi Monza)
  • La santità, la vera aristocrazia del cristiano, può essere accessibile a tutti; può essere, per così dire, democratica. (Paolo VI)
  • Ha detto Gesù che la santità è una pianta che ha la cima in cielo e le radici nel deserto. (Pomilio, Mario, Il quinto Evangelo)
  • La santità non consiste nel fare cose ogni giorno più difficili, ma nel farle ogni volta con più amore. (S. Teresa d’Avila)
  • Basta una massima ben meditata per fare un santo. (Sant’Alfonso)
  • Un santo sarà sempre più utile alla Chiesa di un’armata di Gesuiti. (Pedro Arrupe)
  • La storia della Chiesa è innanzitutto quella dei santi: dei santi noti, e di quelli ignoti. (Hans Urs von Balthasar)
  • La Chiesa non ha bisogno di riformatori, ma di santi. (Georges Bernanos)
  • Al mondo c’è una sola tristezza: quella di non essere santi. E quindi una sola felicità: quella di essere santi. (Léon Bloy)
  • Le grandi passioni ben regolate hanno fatto i grandi santi. (P. Chaignon)
  • Il miglior modo di onorare i santi è di imitarli. (Erasmo da Rotterdam)
  • Tra il libro del Vangelo e i santi c’è tutta la differenza che corre tra la musica scritta e la musica cantata. (San Francesco di Sales)
  • L’usanza vuole che si lodino i santi morti e si perseguitino quelli vivi. (N. Howe)
  • «Oh che sant’uomo! ma che tormento!» pensava don Abbondio. (Alessandro Manzoni)
  • I santi sono l’ultima parte della vita di Gesù, che durerà sino alla fine di secoli. (Jacques Nouet)
  • La più terribile carestia, oggi, è la carestia di santi. (Giovanni Papini)
  • Fare i santi è lo scopo della Chiesa. (Guillaume Pouget)

I santi sono peccatori che continuano a provare. (Stevenson, Robert Louis)

  • I santi non si fanno a pennello, ma a scalpello: sul Tabor si abbozzano, e sul Calvario si perfezionano. (Teresa Maria della Croce)
  • I santi sono come tanti piccoli specchi, nei quali Gesù Cristo si contempla. (S. Jean Baptiste Vianney)
  • I santi, non tutti hanno cominciato bene, ma tutti hanno finito bene. (S. Jean Baptiste Vianney)
  • La santità non è un mantello che si possa indossare come si vuole, ma una stoffa che bisogna tessere filo per filo e giorno per giorno. (Madre Caterina Lavizzari)
  • Il mondo ha bisogno di santi che abbiano genio, come una città dove infierisce la peste ha bisogno di medici. (Simone Weil, Attesa di Dio, 1941/42, postumo 1950)
  • Oggi non è sufficiente essere santo: è necessaria la santità che il momento presente esige, una santità nuova, anch’essa senza precedenti. (Simone Weil, Attesa di Dio, 1941/42, postumo 1950)
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro. (Oscar Wilde, Una donna senza importanza, 1893)
  • Per accedere alla santità, l’uomo non si può limitare a seguire delle regole generali che valgono per tutti. Egli deve anche capire quello che Dio gli chiede in particolare e che, forse, non chiede a nessun altro. (Jacques Philippe, Alla scuola dello Spirito Santo, 2004)
  • Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile. (S. Francesco d’Assisi)
  • Tra il libro del Vangelo e i santi c’è tutta la differenza che corre tra la musica scritta e la musica cantata. (S. Francesco di Sales)
  • Al mondo c’è una sola tristezza: quella di non essere santi. E quindi una sola felicità: quella di essere santi. (Léon Bloy)
  • La più terribile carestia, oggi, è la carestia di santi. (Giovanni Papini)
  • Un santo triste è un triste santo. (S. Francesco di Sales)
  • Per essere santi, bisogna essere pazzi, aver perso la testa. (S. Jean Baptiste Vianney)
  • Gli uomini sono come il vino. Alcuni diventano aceto, i migliori invecchiano bene. (Papa Giovanni XXIII)
  • Alla sera della vita, noi saremo giudicati sull’amore. (S. Giovanni della Croce)
  • Là dove Dio t’ha messo, restaci per amore. (Chiara Lubich)
  • Prima santi e poi missionari. Non bisogna scambiare i termini. Alcuni, per un po’ di poesia, badano solo al secondo punto. No, prima santi e poi missionari! (Giuseppe Allamano, in Lorenzo Sales (a cura di), La vita spirituale, 1949)
  • I santi sono appesi in croce tra l’aldiqua e l’aldilà; esiliati dalla terra e non ancora accolti in cielo; da questa loro posizione, come da un pulpito, predicano con tutta la propria vita, il cielo sulla terra. (Hans Urs von Balthasar, Sorelle nello Spirito, 1974)
  • Chiunque abbia avuto la ventura di incontrare un santo non gli sarà facile, per tutto il resto della sua vita, pronunciare senza un’estrema cautela la parola bellezza. (Cristina Campo, Gli imperdonabili, 1987, postumo)
  • I Santi non sono un ornamento che riveste la Chiesa dall’esterno, ma sono come i fiori di un albero che rivelano la inesauribile vitalità della linfa che lo percorre. (Benedetto XVI)
  • È meraviglioso vedere come i santi si completino e si illuminino a vicenda, tanto che è bene non limitarsi alla conoscenza di uno solo di loro. Così ricca e grandiosa è la manifestazione di Dio che un unico santo non potrebbe mediarla tutta. (Wilfrid Stinissen, La notte è la mia luce, 1990)
  • I santi sono come piccole locande lungo il cammino; possono ristorare, ma non trattenere troppo a lungo l’ospite. (Adrienne von Speyr, San Giovanni, 1948/49)
  • Dio ha voluto creare i grandi Santi, che possono essere paragonati ai gigli ed alle rose; ma ne ha creati anche di più piccoli, e questi si debbono contentare d’essere margherite o violette, destinate a rallegrar lo sguardo del Signore quand’egli si degna d’abbassarlo. (Teresa di Lisieux, Manoscritti, 1895/97)

Il santo

Quando ero giovane una volta visitai un santo nel silenzioso boschetto in cui abitava oltre la collina; mentre dissertavamo sulla natura della virtù, arrivò un brigante, che arrancava lungo il pendio. Arrivato al boschetto si inginocchiò di fronte al santo e disse: «Oh, santo, ho bisogno di conforto! Il peso dei miei peccati mi accascia». E il santo rispose: «Anch’io sono accasciato dal peso dei miei peccati». E il brigante disse: «Ma io sono un ladro e un razziatore». E il santo rispose: «Anch’io sono un ladro e un razziatore». E il brigante disse: «Ma io sono un assassino e il sangue di molti uomini urla nelle mie orecchie». E il santo rispose: «Anch’io sono un assassino, e nelle mie orecchie urla il sangue di molti uomini». E il brigante disse: «Ho commesso innumerevoli delitti». E il santo rispose: «Anch’io ho commesso innumerevoli delitti». Allora il brigante alzandosi guardò il santo, e una strana espressione gli oscurava il volto. E quando ci lasciò, scese giù per la collina saltellando. Mi volsi al santo e chiesi: «Perché ti sei fatto carico di delitti non commessi? Non vedi che quell’uomo se ne è andato via senza più fiducia in te?». Il santo rispose: «È vero che non crede più in me. Ma è andato via rinfrancato». In quel momento udimmo in lontananza il brigante che cantava, e l’eco della sua canzone riempì la valle di felicità.

Kahlil Gibran, Il precursore, 1920