MISERICORDIOSI COME IL PADRE
Celebrazione per la riconciliazione di più penitenti
con la confessione e l’assoluzione individuale

MISERICORDIOSI COME IL PADRE
Il tempo di Quaresima, tempo favorevole per la salvezza (cfr. 2 Cor 6,2), è particolarmente adatto per celebrare il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione. Così, infatti, esorta papa Francesco: «La Quaresima di questo Anno Giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio» (MV 17). Soltanto nella riconciliazione con Dio è possibile sperimentare la sua misericordia che non ha fine e, a partire dall’incontro sanante con lui, è possibile vivere gesti di misericordia con ogni uomo.
Occorre prestare la maggiore cura affinché ogni elemento della struttura rituale corrisponda alla sua funzione simbolica. Anche l’altare sia ben visibile quale punto focale dello spazio liturgico. L’ambone, luogo dal quale viene annunciata la Parola di Dio, sia sobriamente ornato e illuminato. La croce del Signore risulti ben visibile, illuminata con ceri e ornata con piante odorose: davanti ad essa siano raccolti dei lumini, che possono essere accesi dopo l’assoluzione individuale.
È bene gestire al meglio la componente ministeriale, soprattutto i lettori impegnati nella proclamazione della prima lettura e delle parti dell’invocazione penitenziale. Un piccolo gruppo corale, o in alternativa un cantore, sostiene il canto dell’assemblea e, possibilmente, il salmo responsoriale.
Non si trascurino alcuni elementi che aiutano a comprendere la valenza celebrativa del momento come le vesti del presbitero presidente, il quale può indossare, sul camice, stola e piviale viola oppure soltanto la stola. La sobria eleganza delle vesti, il linguaggio del colore, l’ordine dello spazio e l’accurata gestione degli interventi di parola e del silenzio concorrono a custodire l’indole celebrativa di questo momento.
I canti suggeriti sono tratti dal
Repertorio Nazionale di Canti per la Liturgia e vengono indicati secondo la numerazione del Repertorio.

Riti iniziali

Mentre il presbitero che presiede la celebrazione, gli altri presbiteri, il diacono con il libro dei Vangeli e i ministri si avviano verso l’altare, l’assemblea esegue il canto d’ingresso (ad esempio: Attende, Domine [RN 78], oppure Donaci, Signore, un cuore nuovo [RN 81], o infine, Dono di grazia [RN 82]). Può essere eseguito anche l’inno del Giubileo Misericordes sicut Pater.
Colui che presiede inizia la celebrazione con il segno di croce e il saluto.

P    Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
P    La misericordia del Padre, la pace del Signore nostro Gesù Cristo, la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
E con il tuo spirito.

Colui che presiede può introdurre la celebrazione con queste o altre parole simili:

P    Fratelli e sorelle, il tempo santo della Quaresima è momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio. Alla luce della Parola del Signore, riconosceremo la nostra colpa e invocheremo la sua pace.
Lasciamoci riconciliare con il Padre per incamminarci con cuore rinnovato per le strade del mondo e riconoscere e cantare le meraviglie dell’amore sconfinato di Dio.
In spirito di preghiera disponiamoci all’ascolto della Parola: è Dio che ancora parla alla sua Chiesa e le rivela la salvezza confermandola nel patto d’amore e di vita che la Pasqua di Cristo ha sancito per sempre.

Quindi invita l’assemblea alla preghiera e, dopo qualche istante di silenzio, pronuncia l’orazione.

P   Preghiamo.

L’assemblea si raccoglie in preghiera silenziosa.

P    Dio onnipotente e misericordioso,
che hai disposto la tua benevolenza verso i peccatori
quando riconoscono prontamente i loro peccati,
vieni in soccorso di quanti sono caduti,
e abbi pietà di quanti si sono pentiti,
perché la grandezza della tua misericordia sciolga
quanti sono avvinti dalla catena delle colpe.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Proclamazione della Parola di Dio

Prima lettura
Quale dio è come te, che toglie l’iniquità e perdona il peccato?
Dal libro del profeta Michea 7,14-20
Pasci il tuo popolo con la tua verga,
il gregge della tua eredità,
che sta solitario nella foresta
tra fertili campagne;
pascolino in Basan e in Gàlaad
come nei tempi antichi.
Come quando sei uscito dalla terra d’Egitto,
mostraci cose prodigiose.
Vedranno le genti e resteranno deluse
di tutta la loro potenza.
Si porranno la mano sulla bocca,
i loro orecchi ne resteranno assorditi.
Leccheranno la polvere come il serpente,
come i rettili della terra;
usciranno tremanti dai loro nascondigli,
trepideranno e di te avranno timore.
Quale dio è come te,
che toglie l’iniquità e perdona il peccato
al resto della sua eredità?
Egli non serba per sempre la sua ira,
ma si compiace di manifestare il suo amore.
Egli tornerà ad avere pietà di noi,
calpesterà le nostre colpe.
Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati.
Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà,
ad Abramo il tuo amore,
come hai giurato ai nostri padri
fin dai tempi antichi.
Salmo responsoriale ( dal salmo 100/99)
R  Buono è il Signore, il suo amore è per sempre.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che solo il Signore è Dio;
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome;

perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.

Canto al Vangelo ( Cfr. Lc 6,36)                                                                                                               

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio.
Siate misericordiosi, dice il Signore,
come il Padre vostro è misericordioso.
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio.

Vangelo
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Dal Vangelo secondo Luca 6,27-38 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Segue l’omelia che, a partire dalle letture proclamate, condurrà i penitenti all’esame di coscienza e al rinnovamento di vita nella prospettiva della misericordia del Padre.
Terminata l’omelia, dopo un congruo tempo di silenzio, segue l’esame comunitario di coscienza da parte del presbitero che presiede o anche da parte di un diacono.

Rito della riconciliazione

Dopo l’ascolto della Parola di Dio e l’esame di coscienza, colui che presiede introduce la confessione generale dei peccati da parte di tutta l’assemblea.

P    Fratelli e sorelle amati da Dio, il Signore si compiace di manifestare il suo amore, ha pietà di noi e calpesta le nostre colpe.
L’anno di grazia che egli ci concede è spazio di vera penitenza, tempo per sperimentare in profondità la sua misericordia, soglia benefica che ci immette nell’incontro con lui, nostra salvezza.
Davanti a lui, riconosciamo umilmente la nostra condizione di peccatori, confessiamo la grandezza del suo amore e chiediamo la grazia di poter camminare nella via della pace.

Tutti si inginocchiano e dicono insieme:

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli,
che ho molto peccato
in pensieri, parole, opere e omissioni

e battendosi il petto soggiungono:

per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
E supplico la beata sempre vergine Maria,
gli angeli, i santi e voi fratelli
di pregare per me il Signore Dio nostro.

Se lo si ritiene opportuno si può far seguire la seguente supplica penitenziale. Alcuni lettori si alternano nelle invocazioni. Ad ogni invocazione, un cantore propone l’acclamazione a Cristo Signore misericordioso, che tutti ripetono (cfr. RN 2, 3 e 4).

C  Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.

L1        In questo tempo santo, Signore Gesù,
teniamo fisso lo sguardo su di te, volto della misericordia del Padre.
Tutto in te parla di misericordia,
nulla in te è privo di compassione. (cfr. MV 8)
Siamo consapevoli di vagare lontano dal tuo amore,
di procedere senza speranza,
di camminare a tentoni, sprovvisti della fiamma della fede.
Abbi misericordia di noi
e concedici di tornare al Padre:
ridonaci il gusto del Vangelo
e la passione per la vita nuova che da esso scaturisce.

C  Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.

L2      In questo tempo santo noi ti riconosciamo
come il Compassionevole
che guarisce i malati e sfama le folle,
risuscita i morti, libera gli indemoniati
e con sguardo di misericordia chiama a sé i peccatori.
Eppure noi ci siamo allontanati da te
preferendo i facili appagamenti
e bevendo a fonti che non spengono la sete di verità e di vita.
Fa’ che, contemplando il tuo dono, proviamo nostalgia di te
e riprendiamo il cammino della conversione
per gustare l’abbraccio della misericordia e il canto della lode.

C  Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.

L3      In questo tempo santo, o Signore, noi prendiamo viva coscienza
che nei piccoli tu stesso ti manifesti
e la tua carne diventa nuovamente visibile
nei corpi martoriati, piagati,
flagellati, denutriti e in fuga,
affinché noi ti riconosciamo,
tocchiamo e assistiamo con cura.
A volte abbiamo preferito guardare altrove
per non scorgere il tuo volto nei sofferenti e negli ultimi.
Riempi il nostro cuore della tua compassione,
e trasforma la nostra pigrizia
in gesti generosi che prolunghino la tua carità.

C  Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.

L4      In questo tempo santo, o Signore,
vediamo finalmente realizzato l’anno di grazia
nel quale viene annunciata ai poveri la consolazione
e ai prigionieri la libertà,
a chi è curvo su sé stesso viene ridata la vista,
e viene restituita la dignità a quanti ne sono stati privati.
Nonostante la tua venuta
gli uomini continuano ad infliggere schiavitù ad altri uomini,
a minacciare la vita
e a percorrere vie di egoismo e di sopraffazione.
Perdonaci, Signore,
perdona il tuo popolo,
perdona l’umanità intera.
Torna ad avere pietà di noi
e calpesta le nostre colpe
e noi saremo creature nuove,
capaci di portare agli uomini
la buona notizia della salvezza.

C  Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.

Colui che presiede introduce la preghiera del Signore:

P   Con la forza dello Spirito,
ora ci rivolgiamo al Padre con le parole del Figlio
affinché ancora una volta rimetta a noi i nostri debiti:

La preghiera del Signore: Padre nostro

P   Guarda con bontà, o Signore, i tuoi figli
che si riconoscono peccatori,
e fa’ che, liberati da ogni colpa
per il ministero della tua Chiesa,
rendano grazie al tuo amore misericordioso.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

I ministri della riconciliazione si recano alle sedi predisposte. Seguono le confessioni sacramentali individuali (cfr. RP 55). Durante le confessioni si svolgono canti adatti (ad esempio, i canti già segnalati per accompagnare la processione d’ingresso e, inoltre, Miserere [RN 87], M’invocherà e io l’esaudirò [RN 88], Parce, Domine [RN 91], Purificami, o Signore [RN 92], Se Dio è con noi [RN 94], Se tu mi accogli [RN 96]).

I penitenti riconciliati, dopo aver ricevuto l’assoluzione, con l’inchino o il bacio possono compiere un gesto di venerazione della croce gloriosa del Signore, trono di grazia, dal quale sono scaturite la salvezza e la misericordia. Congedandosi dalla croce possono accendere un piccolo lume davanti ad essa in segno di preghiera

Ringraziamento

Terminate le confessioni individuali, il presbitero che presiede, attorniato dagli altri presbiteri, invita i presenti al rendimento di grazie e li esorta a compiere opere buone che siano segno e manifestazione della grazia della penitenza nella vita dei singoli e di tutta la comunità.

P   Riconciliati con Dio,
eleviamo a lui l’inno della lode con le parole di Maria,
Madre amorosa del Signore e di tutta la Chiesa.
Ella canti con noi la misericordia dell’Onnipotente
che passa di generazione in generazione.

Quindi tutta l’assemblea eleva il cantico evangelico del Magnificat (secondo una melodia conosciuta).

L’anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Al termine del cantico, colui che presiede conclude con l’orazione:

P   Padre santo,
che nella tua bontà ci hai rinnovati
a immagine del tuo Figlio,
fa’ che tutta la nostra vita
diventi segno e testimonianza
del tuo amore misericordioso.
Amen.

Rito di conclusione

Prima della benedizione si può suggerire un’opera comune di carità da compiere entro la fine della Quaresima per significare l’avvenuta conversione.
Quindi colui che presiede invoca la benedizione divina dicendo:

P   Il Signore guidi i vostri cuori nell’amore di Dio
e nella pazienza del Cristo.
Amen.

P   Possiate sempre camminare nella vita nuova
e piacere in tutto al Signore.
Amen.

P   E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Amen.

Al termine, il diacono o colui che presiede può congedare l’assemblea con queste parole:

Fratelli,
abbiamo sperimentato che Cristo è tutto per noi:
medico quando siamo feriti,
giustizia quando siamo schiacciati dall’iniquità,
vita se temiamo la morte,
luce nelle nostre tenebre,
pane nella nostra fame.
Andate in pace.
Rendiamo grazie a Dio.

La celebrazione può concludersi con la seconda parte dell’inno del Giubileo Misericordes sicut Pater.