Quanto può cambiarci (in meglio)

 un’ora di sonno in più ogni notte!

La sognatrice di PicassoDormire un minimo di sette ore per notte è un lusso, un piacere, un dovere? La risposta giusta per la scienza è la terza. Basta un’ora di sonno in più o in meno per cambiare la qualità della vita e anche le prospettive di salute delle persone. È quanto emerge dall’ultima ricerca svolta dall’Università del Surrey in Inghilterra. Simon Archer ha reclutato dei volontari e li ha divisi in due gruppi, istruendoli a dormire rispettivamente 6 ore e mezza o 7 ore e mezza a notte per una settimana. I test successivi hanno dimostrato che sessanta minuti possono fare la differenza. Per l’umore e le prestazioni mentali, certo. Ma anche per il modo in cui l’organismo legge le istruzioni scritte nel nostro genoma.

I geni che si sono attivati in modo diverso nei due gruppi, secondo la Bbc, sono cinquecento. Una deprivazione leggera di sonno sembra sufficiente per incidere su processi infiammatori, risposte immunitarie, reazioni allo stress, metabolismo cellulare, e dunque sul rischio di sviluppare malattie che vanno dal diabete al cancro. Dormendo meno di sei ore per notte la situazione peggiora. Gli stessi ricercatori hanno documentato sulla rivista Pnas un’attività alterata in oltre 700 geni, alcuni dei quali hanno funzioni regolatorie, perciò possono determinare effetti a cascata. Dopo una settimana così, brutta ma non infrequente, una notte in bianco può influire su altre centinaia di geni, assestando un colpo difficile da assorbire. Soprattutto se si appartiene a quel 20-30% della popolazione che è geneticamente più vulnerabile.

In passato sono stati condotti esperimenti estremi, tenendo i volontari svegli anche per cinque giorni di fila. Oggi però i ricercatori sono interessati a studiare deprivazioni di sonno contenute e croniche, simili a quelle che si verificano nel mondo reale. Si stima che un terzo delle persone dorma troppo poco, molto meno delle 7-9 ore al giorno consigliate dagli specialisti. Colpa delle preoccupazioni per il lavoro che c’è e per quello che non c’è, di un eccesso di stimoli, di abitudini sbagliate, dei rumori, della cultura della fretta. Recentemente Nature ha passato in rassegna tutti gli studi, mettendo in evidenza i dati più sorprendenti. Eve Van Cauter ha dimostrato ripercussioni sul metabolismo dello zucchero così pesanti da farle affermare che dormire poco equivale a mettere su dieci chili di peso. Aric Prather ha scoperto che la carenza di sonno interferisce con l’efficacia delle immunizzazioni, al punto da vanificare l’effetto del vaccino per l’epatite B in molti di coloro che dormono meno di sei ore per notte. Monika Haack e Janet Mullington hanno appurato che un’ora di sonno in più per sei settimane basta a far scendere drasticamente la pressione sanguigna negli ipertesi…

Se dalle ore che passiamo sdraiati e incoscienti dipendono salute, efficienza, creatività, memoria, stabilità emotiva, allora dormire bene non è tempo sprecato, è un impegno che vale la pena di assumersi. Eraclito lo ha scritto 2500 anni fa e David Randall lo ricorda nel libro Dreamland: anche un anima immersa nel sonno in realtà è al lavoro.

Corriere della Sera, 03 febbraio 2014 http://www.corriere.it/cronache/14_febbraio_03/quanto-puo-cambiarci-in-meglio-un-ora-sonno-piu-ogni-notte-907dd9a4-8ca2-11e3-b3eb-24c163fe5e21.shtml